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Intervista Valentina Marotta
Dispatcher

Valentina Marotta, dispatcher di Mto, ha sempre un sorriso disegnato sul volto e brilla di una luce tutta sua che non si spegne mai, nemmeno nei momenti in cui è sottopressione. Organizza il lavoro perfettamente, coordina i suoi colleghi con fermezza e quando le chiedi qual è il suo segreto, timidamente dice che alla fabbrica dei neonati la hanno montata in questo modo: «felice di alzarsi al mattino e soddisfatta di tornare a casa la sera, nonostante lo stress e le pressioni, perché è così che ci si sente quando si ama il proprio lavoro». Lettrice appassionata, cuoca amatoriale e zia di Alice, di cui si sente complice, soprattutto quando realizzano insieme i giochi che nascono all’interno della sua fantasia di bambina. Ama programmare anche nel tempo libero, soprattutto i suoi viaggi in camper, dove fa sempre la parte del co-pilota: studia le mete, la storia dei paesi, i loro usi e costumi, pianifica l’itinerario, le tappe e cerca di prevedere gli imprevisti.
Nonostante la sua giovane età, nel Gruppo Finsea ha passato metà della sua vita: «Vent’anni fa Ivana Bigoni mi ha preso sotto la sua ala nel reparto gestione controllo costi, per me è stata come una mamma; con lei ho imparato che c’è un solo modo per fare le cose: farle bene, seguendo sempre la logica».

Che poi è anche parte dello slogan Mto…

«La logica nel nostro quotidiano è fondamentale, così come saper programmare. Ho una routine tutta mia per organizzare il lavoro al meglio che inizia insieme ai colleghi del customer service: verifichiamo se ci sono problemi urgenti che hanno bisogno di un intervento tempestivo e cerchiamo una soluzione. Continuo la mattinata pianificando e assegnando i trasporti per l’indomani e il pomeriggio inizio con la programmazione del giorno successivo. Non posso dire di aver finito la mia giornata finché non ho trovato l’ultima macchina per soddisfare le richieste di trasporto ricevute dai nostri clienti».

Se dovessi scegliere una competenza essenziale al tuo incarico, quale sceglieresti?

«Multitasking. In ogni momento, qualsiasi cosa io stia facendo, tengo sempre un orecchio teso ad ascoltare quello che succede intorno a me e ai miei colleghi: li coordino e li aiuto se è necessario».

Un rapporto basato sul confronto costante con i colleghi, quindi. Come è cambiata l’organizzazione del lavoro in questi mesi di gestione da remoto?

«Durante il lockdown ci siamo dovuti un po’ adattare, ma ho la fortuna di lavorare con un gruppo giovane e dinamico: abbiamo da subito creato chat, gruppi, stanze virtuali. Per rimanere in contatto e riuscire a confrontarci in tempi rapidi su ogni problema o dubbio abbiamo usato tutti i supporti tecnologici che avevamo a disposizione. In questi giorni stiamo gradatamente ritrovando la nostra quotidianità e ne sono felice. Mi è mancata tantissimo la vicinanza fisica con le persone con cui lavoro, la complicità, gli scherzi e le battute tra di noi, che rendono la giornata più leggera e divertente».

Mto è una realtà ma anche un progetto ambizioso, come sta andando?

«Negli ultimi anni abbiamo aumentato molto l’attività commerciale per riuscire a farci conoscere meglio e l’attività di customer service per conquistare la fiducia dei nostri interlocutori. Quando dimostri che ti impegni a fondo per trovare sempre una soluzione, il rapporto con il cliente ne beneficia. Secondo me è proprio questo il nostro valore aggiunto: non ci arrendiamo mai. Sono e resto convinta che una soluzione ci sia sempre, non importa quale sia il problema. A volte la hai sotto gli occhi, altre la devi studiare, devi cambiare punto di vista, te la devi sudare, ma è esattamente qui che facciamo la differenza».

Cosa rappresenta per lei il Gruppo Finsea?

«Una grande famiglia. Sono arrivata in questi uffici a 19 anni, fresca di maturità e acerba di esperienze lavorative. Qui sono diventata donna, ho conosciuto mio marito, sono cresciuta come persona, non solo professionalmente. Sono convinta che nella vita ci siano delle persone determinanti per il proprio futuro e Ivana, tra tutti, è senza dubbio stata il mio segnavia, ovunque mi porti questa strada».