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Ombretta Moro
Contabilità clienti

Ci mette poco a sciogliere il ghiaccio, Ombretta Moro, quando le fai le domande giuste. E così, alla parola “mamma”, le si illuminano gli occhi: «Giorgia e Simone» dice dopo una piccola pausa, un po’ esitante. «Insomma, ormai non sono più piccini, il primo ha 12 anni e la seconda 10 ma restano ancora i miei bambini».

In mezzo ai container c’è da una vita, da quando, dopo una laurea in Economia all’Università di Genova, viene assunta in Maersk Italia dove rimane per 15 anni occupandosi di contabilità clienti, dopo un primo incarico nel reparto qualità e un po’ di esperienza al banco import. In Finsea e in MTO arriva a seguito di un periodo turbolento: «Le scelte aziendali hanno portato molto del lavoro che facevamo all’estero e la decisione di cambiare è stata quasi obbligata, ma tutto sommato posso dire che mi è andata bene perché dopo soli quattro mesi sono tornata a lavorare grazie a una segnalazione del job center di Assagenti, l’associazione degli agenti marittimi genovesi; il mio Curriculum è arrivato sulla scrivania di Franco Avanzino, direttore generale di Mto e sono stata chiamata per un colloquio. Dopo pochi giorni mi hanno richiamata, non potevo crederci: finalmente la conferma che non ero più disoccupata!».

Al centro delle sue giornate però non ci sono solo le scatole colorate e nel tempo libero è la cucina che diventa il suo vero regno: dai primi agli antipasti non ci sono cose che non sappia preparare, ma la sua vera passione sono i dolci; muffin, torte al cioccolato e crostate sopra a tutto: «Se non avessi trovato un’occupazione, avrei perseguito il sogno di aprire una pasticceria». Felici i suoi bimbi? «A dire la verità i più golosi siamo io e mio marito!».
Un mazzo di fiori a sorpresa e un film romantico, di quelli a lieto fine, non mancano nella sua quotidianità, la montagna la rilassa, ma non parlatele di sport: «non fa proprio per me!».

Qual è stato il suo primo impatto con Mto?

«Nel corso del primo colloquio ho conosciuto Franco Avanzino e Simona Scisci, la responsabile dell’ufficio contabilità, due persone speciali dal punto di vista sia lavorativo sia umano, che mi hanno subito messa a mio agio; con loro ho parlato di lavoro ma anche di tanto altro, in Mto sono le persone a cui devo di più. Ricordo di aver avuto anche un colloquio direttamente con il Dottor Negri, il nostro presidente, e di essermi domandata in quale altra azienda delle dimensioni di Finsea sia rimasto ancora questo approccio molto diretto con i dipendenti, questa voglia di conoscere le persone che lavorano per te e di presentarti a loro in modo così aperto. Ne rimasi molto colpita e mi diede subito l’idea dei valori che si respirano nei nostri uffici. Non è più una azienda famigliare, ma l’approccio è rimasto invariato: perseguire il profitto, avendo sempre a cuore il benessere delle persone, perché solo quando si sta bene si rende di più.

Anche per Finsea e per MTO gli ultimi sono stati anni di profondo cambiamento, come li ha vissuti?

La fusione con Hapag Lloyd è stata vissuta da tutti con grande apprensione e lo sforzo della nostra direzione non è stato banale né scontato. Qui ho trovato dirigenti che hanno stretto i denti, subito qualche perdita, ma che hanno garantito un futuro a tutti. Ho assistito a giornate intere di riunioni preoccupate ma determinate, in cui ognuno ha portato al tavolo quello che poteva per affrontare il cambiamento. La stessa grinta che abbiamo dimostrato durante il lockdown, dopo il crollo di Ponte Morandi, davanti a ogni situazione complessa».

Qual è la difficoltà maggiore che riscontra occupandosi di contabilità?

«Sono una persona molto espansiva e aperta, mi metto in gioco e con alcuni i clienti ho instaurato un rapporto personale; prediligo sempre le telefonate ai messaggi mail, sicuramente più asettici. Spesso, oltre al lavoro, ci tratteniamo a parlare anche di altro: famiglia, figli, vita personale; quando si entra così in confidenza a volte è difficile tenere il punto, dover dire no a richieste di dilazioni o affrontare domande scomode».